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lunedì 11 maggio 2009

La montagna sacra di Alejandro Jodorowsky


Title: La montagna sacra
Director: Alejandro Jodorowsky
Years: 1973
Genre: Fantastico, Grottesco


Ci sono film che hanno una natura talmente eversiva e paradossale da riuscire a diventare, nell'arco di UNA SOLA visione un punto cardine esperienziale dello spettatore che ne resta letteralmente rapito per non dire folgorato.
Con questo "La Montagna Sacra" (1973) di Alexandro Jodorowsky, il discorso metafisico iniziato col precedente "El Topo" (sempre recensito da me) si fa totalizzante, spiazzante e davvero trasgressivo. Ciò che prima era stato mantenuto su un livello più filosofico che terreno, qui al contrario si celebra la "fisicità delle cose", il suo essere PRIMA carne, sangue, corpo e POI ideologia e spirito.

Un film idealmente diviso in tre sezioni:
1) L'INIZIAZIONE
Il protagonista, un essere allo stato brado senza regole nè morale, incontra il Guru Alchimista (interpretato dallo stesso Jodorowsky) che lo istruisce sulla Missione che vuole affidargli. Il tutto scandito da balli, scene oniriche e coreografie che avrebbero fatto impallidire lo stesso Peter Greenway.
2) I DISCEPOLI
Qui si presentano i co-protagonisti presi in prestito dal loro mondo (che poi è il nostro) malato, blasfemo, carico di violenza e straripante di grottesca animalità viscerale a tratti davvero shoccante, in un'orgia di eccessiva visionarietà che raramente si è vista sugli schermi cinematografici (ad eccezione di Bunuel, Lynch, Cronenberg e qualche altro raro esempio), con invenzioni più o meno riuscite di macchinari, violenza e tecniche di sottomissione della varia umanità/freaks sparsa nel mondo.
3) LA SCALATA
Il protagonista coi suoi discepoli inizierà la scalata simbolica della Montagna Sacra per la Redenzione del Mondo e per capire il senso ultimo dell'esistenza, con il colpo di scena finale davvero inaspettato, vero apice di una trasgressione portata agli eccessi.

Un film sconvolgente, pieno di simbolismo e carico di eccessi portati all'esasperazione dove le parole trasgressione, eresia, blasfemia, allegoria, grottesco, malattia, perversione, follia, surrealismo e terrorismo (ebbene, ci sono anche componenti di questo tipo... del resto erano ancora ben vivi gli spettri della Rivoluzione del '68 e si cominciavano a far spazio le idee sovversive del '77) si fondono in maniera a tratti squilibrata e ossessiva restituendoci però un qualcosa di davvero VIVO e PULSANTE.
Direi un'esperienza di vita intensa più che una semplice visione di un film.
Per me: CAPOLAVORO ASSOLUTO!

Eccovi alcune curiosità sul film trovate su alcuni siti:
- Girato interamente in Messico, il film è costato circa 750.000 dollari.
- Il film è basato su "La salita del Monte Carmelo" di Giovanni della Croce e "Mount Analogue" di René Daumal.
- Prima che le riprese iniziassero, il regista stette una settimana senza dormire sotto la supervisione di un maestro zen e visse fianco a fianco del cast per un mese.
- Il regista avrebbe voluto che gli attori fossero ipnotizzati prima di girare le scene. La cosa non poté essere fatta, ovviamente.
- Il film sarebbe dovuto costare 1,5 milioni di dollari, facendo di esso il film più costoso mai prodotto in Messico fino al '73. Poi però la pellicola riuscì a contenere i costi fino a risparmiare la metà dell'esborso preventivato.
- Il film fu interamente finanziato da John Lennon e Yoko Ono dopo che i due avevano gestito la distribuzione di El topo (1971) in USA.

Recensione di: Stronko




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giovedì 23 aprile 2009

Frankenstein contro l’uomo lupo di Roy William Neill


Title: Frankenstein contro l’uomo lupo
Director: Roy William Neill
Years: 1943
Genre: Fantastico


La Frase dal Film: "Ma questo è il segreto della vita! Non è questo che cercavo, non mi interessa la vita! Non sono una creatura artificiale io, sono un essere umano, ho del sangue umano nelle vene e ho diritto che la mia vita sia mortale!"

Frankenstein contro l'Uomo Lupo fu il quinto film della Universal a proseguire la saga dei Frankenstein e il secondo film (quindi il sequel diretto) de L'Uomo Lupo (1941). Ai primi tre film nella serie riguardante il Barone folle (ovvero Frankenstein, 1931; La Moglie di Frankenstein, 1935; Il Figlio di Frankenstein, 1939) era stato riconosciuto un notevole fattore creativo, mentre la quarta istallazione, Il Terrore di Frankenstein (1942), aveva rivelato tutti i limiti della storia ed il fatto che ormai l'originalità forse si era persa. Uno dei grossi problemi, era che le produzioni cinematografiche contemporanee alla Seconda Guerra Mondiale venivano private di molti fondi e di personale; dovendo comunque produrre qualcosa, si preferiva generare dei cloni o dei sequels low-budget che sfruttassero i precedenti successi. Una delle idee fu quella di fondere delle serie differenti fra loro. Frankenstein contro l'Uomo Lupo fu la prima di tali produzioni e questa nuova "doppia dimensione" portò una cifra d'originalità alle produzioni Universal, anche se sostanzialmente la struttura del film rimaneva sempre la medesima: il mostro tornava a vivere, qualcuno tornava a fare le veci del Barone Frankenstein, la gente si ribellava e spaccava tutto. Curt Siodmak, notissimo e valido sceneggiatore, qui fallisce però nel fondere in maniera originale i mondi dei due mostri e questa pellicola finisce per essere molto più un film "da licantropo" che "da Frankentein". A ben vedere il Mostro con le valvole al collo non ha un'importanza sostanziale nel plot e oltretutto è davvero forzato il fatto che Talbot, per risolvere un problema paranormale, debba ricorrere alle conoscenze di uno scienziato. Tutto succede per questioni poco logiche e piuttosto melodrammatiche: il cambiamento repentino d'idea del dottor Mannering, non ha motivo di essere; passa immotivatamente dal voler eliminare il mostro, a volerlo potenziare. Il cast non è pessimo ed è interessante far notare i vari ruoli in cui si sono trovati i medesimi attori: Lugosi, che aveva rifiutato di recitare nel film del 1931, recita nei panni di Ygor sia ne Il Figlio di Frankenstein che ne Il Terrore di Frankenstein. Lionel Atwill, memorabile ispettore dal braccio di legno ne Il Figlio di Frankenstein fece l'assistente del mad doctor ne Il Terrore di Frankenstein mentre in questo film ha il ruolo di sindaco. Lon Chaney Jr. fu L'Uomo Lupo nel film del 1941 e la Creatura ne Il Terrore di Frankenstein, mentre qui torna come licantropo. Grande confusione ma soprattutto pessima Creatura interpretata da Lugosi, probabilmente il peggiore Mostro di Frankenstein di sempre. Anche la regia di Roy William Neill, noto per aver diretto la maggior parte dei film di Sherlock Holmes per la Universal, non ha lo smalto di quella quella di Whale o di Rowland Lee. Frankenstein contro l'uomo lupo non è esattamente un horror "di paura" ma se non altro interrompe alcune stantie regole del genere il che consente di esplorare nuove percorsi narrativi, cosa che, a dire il vero, non è avvenuto nel modo in cui si sarebbe sperato. Le atmosfere del vecchio horror melodrammatico in bianco e nero, però, ci sono tutte. Film per appassionati, in tutti i casi sconsigliato l'acquisto.

I film della Universal sul Barone e la sua Creatura sono: Frankenstein (1931); La moglie di Frankenstein (1935); Il figlio di Frankenstein (1939); Il terrore di Frankenstein (1942); Frankenstein contro l'Uomo Lupo (1943); Al di là del mistero (1944), La casa degli orrori (1945), e il comico Il cervello di Frankenstein (1948).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

La prima stampa del film includeva Lugosi che, nei panni del mostro, diceva alcune parole. Al test sceening, però, il pubblico trovò che l'accento di Lugosi (ungherese) fosse ridicolo uscendo dalla bocca del mostro, così le battute dell'attore furono cancellate. E' divertente il fatto che Lugosi aveva rifiutato la parte del mostro nel Frankenstein del 1931 proprio per il fatto che la creatura non proferisse parola (oltrettutto non amava che il suo volto fosse coperto da un trucco pesante). Comunque, cancellando i dialoghi, vennero eliminati i riefrimenti alla cecità del mostro, un effetto secondario dell'impianto del cervello di Ygor nel Mostro che si vede alla fine de Il terrore di Frankenstein (1942). A causa di ciò non viene neppure spiegata l'andatura rigida con le braccia a penzoloni della Creatura, camminata che diventerà uno "marchio di fabbrica" del icona cinematografica. Esistono molte foto che testimoniano l'esistenza delle scene tagliate: ad esempio ci sono degli scatti che mostrano la Creatura e Talbot i quali, vicino ad un fuoco nella grotta ghiacciata, parlano; è in quel momento che Talbot ed il pubblico sarebbero veuti a sapere che la Creatura è ancora cieca. Nella metà degli anni '80 fu compiuta una ricerca nei magazzini della Universal per cercare di trovare stampe o negativi della versione originale ma non è mai stato trovato nulla.

Inizialmente, Lon Chaney doveva fare sia la parte del licantropo che quella del mostro di Frankenstein, però per questioni di tempo realizzativo si decise altrimenti. Eppure, in un'intervista rilasciata successivamente, Chaney sostenne che in alcune scene aveva fatto entrambi i mostri.

La prima volta che si vede il mostro sullo schermo non si tratta di Bela Lugosi, ma dello stuntman Eddie Parker che sostituì Lugosi anche nelle scene di lotta con l'Uomo Lupo.

Il film fu girato durante la Seconda Guerra Mondiale. Lo sceneggiatore e soggettista Curt Siodmak era un ebreo tedesco scappato dalla Germania in seguito alla proclamazione delle leggi raziali. Siodmak cambiò deliberatamente il luogo dell'azione dalla Germania ad un posto di fantasia chiamato "Vasaria", nome che potrebbe essere vagamente tradotto come "posto dell'acqua", il che si rifà alla presenza della diga.





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