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martedì 5 maggio 2009

Seven di David Fincher


Title: Seven
Director: David Fincher
Years: 1995
Genre: Poliziesco


Sette sono i peccati capitali e sette sono gli omicidi che un assassino psicopatico programma, corredati da torture efferate. Comincia con la gola e l'avarizia, continua con l'accidia. L'ultimo è la lussuria, ma l'intervento di due investigatori, uno anziano e nero, uno giovane e bianco, lo obbliga a modificare il piano. Tra i tanti meriti della sceneggiatura di Andrew Kevin Walker c'è anche quello di aver modificato gli stereotipi della coppia bianco-nero approfondendo i personaggi a livello psicologico e legandoli ai temi principali del film: la presenza del Male nel mondo e l'indifferenza di fronte alla caduta dei valori. Un film dal taglio espressionista (fotografia di Darius Khondji; musica di Howard Shore), ambientato in una città senza nome, ricco di citazioni letterarie che ne sono la minacciosa struttura, senza una scena di violenza di cui sono visibili soltanto le conseguenze. Un bel cast in cui si distingue K. Spacey nel tragico epilogo.




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mercoledì 25 marzo 2009

Fight Club di David Fincher


Title: Fight Club
Director: David Fincher
Years: 1999
Genre: Drammatico


Tormentato dall'insonnia, angosciato succubo dell'ideologia dell'individualismo competitivo, desideroso di appartenenza, un giovane americano in carriera (E. Norton) frequenta gruppi di terapia nel vano tentativo di condividere il dolore altrui. Crede di trovare la soluzione dei suoi problemi quando si imbatte nel suo “doppio”, il coetaneo Tyler (B. Pitt), che gli fa conoscere i Fight Clubs, luoghi clandestini dove ci si massacra a pugni nudi: un mezzo per abbattere il sistema, usandone l'ideologia e portandola alle sue estreme conseguenze in negativo. Sorpresa finale. Dal romanzo di Chuck Palahniuk (1996), sceneggiato da Jim Uhls, il 4° film del californiano D. Fincher (1963) conferma, almeno nella 1ª parte, la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche la nociva inclinazione a banalizzare scaltramente temi alti (presenza del Male, nichilismo metropolitano, religione totalitaria, “doppio” dostoevskiano ecc.) “È questa la volgarità... Non l'abuso della violenza, ma questa furbesca manipolazione d'infelicità e desideri” (Roberto Escobar). Abbiamo sopravvalutato Seven, il suo migliore film? E. Norton riafferma le sue qualità di attore di composizione e H. Bonham Carter la sua duttilità. Più che un thriller d'azione, è un grottesco cerebrale di intenti trasgressivi, forse sovversivi. O un formalistico, irresponsabile film hollywoodiano?



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